sabato, 26 Settembre
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Coronavirus. / AVETTA (PD): “L’UNITA’ DI CRISI COMUNICHI I DATI COMUNE PER COMUNE”

“Solleviamo i Sindaci dalla responsabilità di dover decidere se e come comunicare i dati statistici ai cittadini e agli organi di informazione”.

“I nostri Sindaci si trovano anche loro in prima linea nell’affrontare l’emergenza Coronavirus. Tutti siamo consapevoli delle difficoltà organizzative di questo momento ma non possiamo lasciare sulle spalle degli amministratori locali anche l’onere di comunicare ai cittadini i dati statistici dell’emergenza, ovvero il numero di positivi e di persone in quarantena. Per questo rivolgo un appello all’Unità regionale di Crisi della Protezione Civile: perché non modificate le modalità di comunicazione dei dati statistici e, dopo averli preventivamente trasmessi ad ogni sindaco, non fornirli Comune per Comune, sollevando i nostri amministratori quantomeno da questa responsabilità e dalle problematiche che ne conseguono? Alcune Regioni, come l’Umbria e le Marche, lo fanno in modo formale – i dati si trovano sul sito della Regione – , altre come la Valle d’Aosta li diffondono in conferenza stampa. Perché non lo si fa anche in Piemonte?”

Così dichiara il Consigliere regionale Alberto AVETTA (Pd), che ha raccolto le preoccupazioni di diversi amministratori locali soprattutto dei piccoli e medi comuni che non dispongono di strutture tecniche adeguate per un’emergenza così complessa.

“Nell’ottica di una centralizzazione della comunicazione, l’Unità regionale di Crisi giornalmente comunica un aggiornamento sui contagi, nonché su decessi, ricoveri in terapia intensiva e tamponi effettuati. Si tratta però di dati disaggregati per Provincia, non per singolo Comune. I dati suddivisi per singolo Comune dovrebbero essere preventivamente comunicati ai Sindaci che tuttavia li ricevono anche dai Sisp delle Asl e, spesso, sono costretti a fare i conti con discordanze tra i diversi elenchi. Inoltre, i ritardi di comunicazione dei dati causano ulteriori problemi perché gli amministratori, quando ciò avviene, non sono nelle condizioni, per i casi di positività o di quarantena domiciliare, di attivare tempestivamente gli adempimenti conseguenti: vigilanza, raccolta rifiuti e fornitura di generi alimentari, solo per citare i più ovvi. E’ naturale che, in queste condizioni, i Sindaci diventino bersaglio quotidiano di forti e comprensibili pressioni da parte sia dei cittadini sia delle testate locali per venire a conoscenza del numero di positivi o di persone in quarantena. In questo modo, anche a causa della confusione e approssimazione alimentata dai social, si possono originare allarmismi, incomprensioni e notizie false.

Perché generare difformità così evidenti tra i diversi Comuni, oltre che ulteriori timori tra i cittadini? Ogni amministratore, in queste drammatiche settimane, dovrebbe essere posto nelle condizioni di poter rassicurare la propria comunità con impegno e vicinanza. Ecco perché mi appello all’assessore alla Sanità Luigi Icardi e al Commissario Vincenzo Coccolo affinché l’Unità di Crisi renda uniforme e centralizzata tra i comuni la comunicazione dei dati statistici”.

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