domenica, 29 Marzo
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Come gestire le cicatrici

Finalmente liberi da impegni lavorativi, milioni di Italiani affollano i luoghi di villeggiatura, talvolta sperimentando attività inconsuete ed incorrendo  in piccoli incidenti.  Tralasciando la gestione delle situazioni complesse, per le quali valgono unicamente le istruzioni del  Medico curante,è utile osservare con attenzione l’evoluzione delle ferite che vengono curate in modo domiciliare, affinché non insorgano sgradite sorprese durante il processo di cicatrizzazione.

Circa il 10 % delle ferite accidentali o chirurgiche rimargina infatti con una cicatrice ipertrofica o cheloidea. L’ aspetto del tessuto che neoformato sarà spesso arrossato, la superficie rilevata ed indurita e sarà frequente un fastidioso prurito. Una trasformazione di questo tipo è un evento sfavorevole, che va impedito fin dagli esordi in quanto i suoi esiti saranno difficilmente reversibili.

Questa “guarigione eccessiva” dipende da vari fattori, tra cui una innata  predisposizione, la qualità dei margini della ferita, la comparsa di infezioni o di materiali estranei nella ferita stessa.  La completa guarigione di una ferita è un processo molto lungo, che mira in una prima fase a difendere i tessuti dall’invasione batterica e a demolire i residui cellulari  inutilizzabili, ed in una seconda fase molto articolata comporta la ricostruzione di un tessuto di riparazione che risulterà alla fine tenace ed  elastico.

Qualora la ferita che stiamo osservando manifesti segnali di ipertrofia, prurito, rossore intenso o altre anomalie è opportuno ricorrere comunque al Medico curante, che consiglierà il modo appropriato di proseguire la cura. In generale, non è mai consigliabile ricorrere di propria iniziativa all’impiego di pomate antibiotiche o cortisoniche, né si dimostrano validi i rimedi “ della nonna “, tra cui l’applicazione di succo di cipolla o altri estratti naturali

Non è da escludere, però, che il Medico consigli un prodotto cortisonico per uso locale, che diminuirà il fenomeno infiammatorio e ridurrà il prurito : da evitare in tal caso di utilizzare bendaggi troppo occlusivi o impermeabili.

Una pressione anche lieve ma prolungata sulla cicatrice può giovare alla guarigione riducendo la tendenza all’indurimento ed all’ispessimento.

Gli studi clinici indicano sottolineano infatti i buoni risultati ottenuti con l’applicazione di pellicole in poliuretano o gel di silicone per alcune ore al giorno, proseguendo per alcuni mesi. Mentre il film di poliuretano possono permanere anche 12 ore al giorno, o secondo indicazioni mediche, le pellicole siliconiche possono essere applicate solo per  due o tre ore : per questo motivo, vengono sempre più frequentemente sostituite dai gel siliconici, la cui applicazione si presenta meno problematica.

Questo tipo di terapia richiede molta pazienza ed un impegno prolungato, ma entro qualche mese può consentire di ottenere un buon  risultato estetico e funzionale.

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