venerdì, 25 Settembre
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L’AMBULATORIO DEL DOTT. VARALDA / Ipertensione parte 2

Continuiamo a parlare di Ipertensione arteriosa.

3- E’ sempre necessario avviare un trattamento farmacologico?

La cosa più importante è ottenere un adeguato controllo dei valori pressori, nella maggior parte dei casi questo richiede l’utilizzo di farmaci, che dovranno essere assunti in maniera costante. In pazienti con valori di pressione normale-alta (PAS 130-139 PAD 85-89 mmHG) o ipertensione arteriosa di primo grado (PAS 140-159 PAD 90-99 mmHG) bisogna consigliare un adeguato controllo dello stile di vita come ad es perdita di peso, regolare attività fisica, adeguato apporto di sale nella dieta, cessazione del fumo. A volte solo questi accorgimenti permettono di ridurre i valori di PA, in caso contrario si dovrà per forza ricorrere al trattamento farmacologico.

4- Quali sono gli accorgimenti per migliorare il controllo della mia pressione arteriosa?

  • Ridurre l’apporto di sale nella dieta: la dose massima giornaliera è di 5g, equivalenti a un cucchiaino da tè.
  • Moderato consumo di alcol: la dose massima consigliata è di 14 unità/settimana per gli uomini e 8 unità/settimana per le donne (1 unità corrisponde a 125ml di vino o 250ml di birra). Inoltre è sconsigliato l’abbondante consumo di alcol solo nel week end. Meglio prediligere il vino rosso.
  • Seguire la dieta mediterranea: assumere porzioni quotidiane di frutta, verdura, legumi, pesce, limitare l’assunzione di carne rossa e di grassi saturi, prediligere i grassi insaturi come l’olio di oliva. La dieta mediterranea ha dimostrato nei trial clinici di ridurre del 29% il rischio cardio vascolare.
  • Perdita di peso: l’obesità è associato ad un incremento del rischio cardio vascolare ed inoltre ad un inadeguato controllo dei valori di pressione. Basti pensare che negli studi clinici, per ogni perdita di circa 5 kg, ciò porta, in media, ad una riduzione di 4 e 3 mmHg di PAS e PAD rispettivamente.
  • Regolare attività fisica: ai pazienti ipertesi è consigliato eseguire una attività fisica aerobica con intensità moderato-alta (camminare, jogging, bicicletta, nuoto) almeno 30 min/giorno per 5-7 giorni a settimana. Un consiglio, anche le pulizie di casa, lavoro di giardinaggio o ancora meglio nell’orto sono considerate attività a moderata intensità.
  • Smettere di fumare: il fumo rappresenta il maggior fattore di rischio per patologie cardiovascolari e tumori. Non rappresenta un fattore di rischio congenito, come potrebbe essere l’ipertensione arteriosa o il diabete, è un rischio che il fumatore si autoinfligge.

5- Che cos’è e a cosa serve l’Holter pressorio nelle 24 h?

È una misurazione della pressione arteriosa nelle 24 h. Permette di valutare l’andamento circadiano della pressione. Può essere di ausilio al medico sia in fase di follow up del paziente già in terapia, quindi permette di valutare se i farmaci avviati sono adeguati nel ridurre i valori pressori. Sia in fase diagnostica, infatti esistono due variabili da tenere in considerazione.

Una è l’eventuale “ipertensione da Camice Bianco”: misurazioni della PA sempre elevate nello studio del medico e valori normali nel contesto quotidiano. In questo caso non è sempre necessario avviare una terapia medica. Ma per averne la certezza è bene documentarlo con un Holter pressorio.

La seconda è “l’ipertensione mascherata”:  riscontro di normali valori pressori nello studio del medico ma elevati valori nella vita quotidiana. Questa rappresenta una sfida diagnostica per il medico, in cui l’holter pressorio può essere di ausilio.

6- Che cos’è l’ipertensione resistente?

Si parla di ipertensione resistente, quando non si ottengono adeguati valori di PA, nonostante l’avvio di tre farmaci antiipertensivi, somministrati al massimo dosaggio consentito. In questo contesto sta al medico escludere l’eventuale presenza di ipertensione secondaria, cioè dovuta ad altre patologie sottostanti (come ad es ipertiroidismo, iperaldosteronismo, displasia fibromuscolare ecc).

 

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