martedì, 19 Ottobre
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THE PET’S DOCTOR / Cardiomiopatia ipertrofica felina (HCM) e NT-ProBNP

di Dr.ssa Antonella Di Sciuva
La cardiomiopatia ipertrofica è caratterizzata da un ispessimento generalizzato o distrettuale del muscolo del ventricolo in assenza di cause esterne al cuore, ad esempio un vizio aortico ipertensione arteriosa o disfunzioni metaboliche come per ipertiroidismo, acromegalia, assunzione di steroidi o insufficienza renale cronica.
La cardiomiopatia ipertrofica felina può essere idiopatica o dovuta a mutazioni della proteina C.
Il quadro clinico di presentazione può essere complesso e andare da forme lievi con segni subclinici che non sempre il proprietario riesce a riconoscere, a forme gravi con complicanze associate quali disturbi aritmici e a volte morte improvvisa.
Per la diagnosi si parte come sempre dalla visita, ma a volte non è molto utile perchè la maggior parte dei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica non presenta anomalie all’auscultazione e alcuni di essi hanno un soffio cardiaco fisiologico dovuto a ostruzione dinamica del ventricolo destro.
Quindi si deve passare alla diagnostica per immagini, ovvero l’ ecocardiografia, in cui si osserva un ispessimento dell’intera parete del ventricolo sinistro.
Altre anomalie si possono osservare nell’ ecocardiogramma, che aiuta a completare il quadro della patologia.
In medicina umana si usano del biomarcatori per valutare la patologia cardiaca.
Recentemente è stata resa disponibile la rilevazione dell’estremità N-terminale del pro-ormone del peptide natriuretico cerebrale (NT-proBNP) nel gatto.
Il BNP (peptide natriuretico cerebrale) è un peptide che viene sintetizzato negli atri e nei ventricoli. Lo stimolo che ne aumenta la secrezione è lo stiramento del miocardio. Il BNP viene inizialmente sintetizzato sotto forma di ProBNP, un pro-ormone.
All’interno del miocita, il ProBNP viene separato in BNP (l’ormone attivo) e la sua estremità N-terminale, l’NT-proBNP. L’NT-proBNP è più stabile dell’ormone e ha dura per più tempo nel plasma. L’NT-ProBNP viene usato come marcatore più stabile dell’attività del BNP1.
Nell’uomo è stata dimostrata una correlazione tra un’elevata concentrazione di NT-proBNP e alcuni aspetti della cardiomiopatia ipertrofica. In particolare, è stata evidenziata una correlazione positiva tra le concentrazioni di NT-ProBNP e le seguenti variabili: classe funzionale della NYHA dell’insufficienza cardiaca, dimensione dell’atrio sinistro, gravità della disfunzione sistolica, ostruzione dinamica del tratto di efflusso del ventricolo sinistro e gravità dell’ipertrofia ventricolare.
In medicina veterinaria l’NT-ProBNP non è utile per differenziare gatti sani o moderatamente malati.
Quindi l’NT-ProBNP non può essere utilizzato per lo screening della cardiomiopatia ipertrofica, in quanto non verrebbero individuate le forme moderate e lievi della malattia (identificabili invece con l’ecocardiografia). Può tuttavia essere significativamente aumentato in corso di patologia moderata/grave.
Tra le razze a rischio ci sono i British Shorthair, American Shorthaired Ragdoll, Norvegese, Maine Coon, Sphinx, Scottish fold. I segni clinici sono inappetenza, respirazione difficoltosa, nei casi gravi anche a riposo, con evidente sforzo dei muscoli intercostali e soprattutto addominali. Si possono avere sincopi, segni di ischemia arteriosa acuta per tromboembolia aortica.
Importante è ricordare che esiste la forma genetica, identificabile ovviamente soprattutto nei gatti di razza, ma la genesi è multifattoriale quindi l’avere un test genetico negativo per HCM non esclude la possibilità che il paziente sviluppi comunque questa patologia cardiaca nella sua vita.
Per chiarimenti e informazioni Dott.ssa Di Sciuva Antonella (3477382913)
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