
L’Amministrazione comunale avvia una sperimentazione nei mesi di luglio e agosto in alcune zone della città dove si sono registrate situazioni di conflitto. L’obiettivo è favorire la convivenza negli spazi pubblici attraverso momenti informali di incontro, ascolto e confronto.
A Chieri il tema della convivenza negli spazi pubblici passa anche dal dialogo. Nei mesi di luglio e agosto l’Amministrazione comunale avvierà infatti un’iniziativa sperimentale pensata per “pacificare i conflitti” nelle piazze e nei luoghi di ritrovo spontaneo, soprattutto laddove si sono create tensioni tra residenti e gruppi di giovani.
L’idea è quella di promuovere momenti informali di incontro, capaci di favorire la conoscenza reciproca, ridurre le contrapposizioni e cercare soluzioni condivise per una convivenza più serena. Non un’azione pensata per allontanare qualcuno dagli spazi pubblici, ma un percorso per trasformare il conflitto in confronto, partendo dal principio che le piazze appartengono alla comunità e possono essere vissute da tutti, nel rispetto delle regole.
A spiegare il senso dell’iniziativa è l’assessore alla Polizia Locale, Prevenzione e Sicurezza Biagio Fabrizio Carillo, che sottolinea come l’obiettivo sia quello di promuovere rispetto, ascolto e senso di comunità. Insieme all’assessora Daniela Sabena, alle consigliere Daniela Berruto e Carolina Paparozzi e a Federico Consano, sono stati individuati alcuni luoghi della città nei quali si sono verificate situazioni di contrapposizione: Piazzetta Parigi, via Reginaldo Giuliani, via Gualderia, piazza Pellico e piazzetta San Giorgio.
«Non si tratta di giudicare o di allontanare — evidenzia Carillo — bensì di favorire il dialogo costruttivo attraverso momenti di aggregazione che uniscono socialità a presidio del territorio». L’intento è quello di coinvolgere anche i residenti, invitandoli a diventare parte attiva nella ricerca di soluzioni, andando oltre la sola lamentela o la polemica.
Allo stesso tempo, l’iniziativa punta a permettere ai giovani di comprendere meglio le richieste dei residenti, soprattutto quando riguardano comportamenti rispettosi e regole di convivenza, senza sentirsi automaticamente percepiti come una presenza di disturbo. Il messaggio di fondo è chiaro: gli spazi pubblici possono essere vissuti da tutti, ma con responsabilità. «La legalità non è un bene negoziabile», ribadisce l’assessore Carillo.
Nel percorso saranno coinvolti anche i servizi già attivi sul territorio. L’assessora alle Politiche sociali e Politiche giovanili Vittoria Moglia ha infatti annunciato il coinvolgimento di “Bro-Out”, il servizio di educativa di strada gestito dalla cooperativa Valdocco, e la collaborazione con “Party Lucido” dell’Asl TO5.
Una sperimentazione che prova quindi a mettere insieme sicurezza, politiche giovanili e partecipazione, affrontando un tema spesso complesso: quello dell’uso condiviso degli spazi urbani.
La sfida sarà capire se il confronto diretto, nei luoghi dove nascono le tensioni, potrà contribuire a costruire un clima più sereno tra generazioni, residenti e giovani cittadini.
