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La crisi del vino arriva in Consiglio regionale: attenzione anche ai vigneti della provincia di Torino

La crisi che sta interessando il comparto vitivinicolo piemontese sarà al centro di un confronto in Consiglio regionale. Tra i temi sul tavolo c’è la necessità di individuare strumenti capaci di sostenere un settore che negli ultimi mesi sta affrontando crescenti difficoltà, tra contrazione dei mercati, aumento dei costi di produzione e incertezze legate al commercio internazionale.

Il consigliere regionale Alberto Avetta ha presentato un’interrogazione sul tema, evidenziando come le difficoltà che stanno interessando l’Asti DOCG possano rappresentare il segnale di una situazione più ampia, destinata a coinvolgere l’intero comparto vitivinicolo piemontese.

Tra i fattori che stanno incidendo sul settore vengono indicati anche le tensioni sui mercati internazionali e i dazi statunitensi, elementi che si sommano a un contesto economico già complesso. Tra le proposte avanzate figurano misure di sostegno ai Consorzi di Tutela, iniziative per favorire nuovi sbocchi commerciali e un rafforzamento delle attività di promozione dei vini piemontesi all’estero.

Il tema sarà affrontato durante il Consiglio regionale straordinario convocato per il 7 luglio, occasione nella quale verranno esaminate le possibili misure a sostegno del comparto.

Particolare attenzione è rivolta anche alla provincia di Torino, dove produzioni come l’Erbaluce di Caluso DOCG, il Carema DOC, il Canavese DOC, il Freisa della collina torinese e numerosi vitigni autoctoni del Pinerolese e della Valle di Susa rappresentano un patrimonio agricolo ed economico di grande valore.

In molte di queste aree la viticoltura è definita “eroica”, poiché si sviluppa su pendii, terrazzamenti e territori montani che richiedono lavorazioni prevalentemente manuali e comportano costi di gestione sensibilmente superiori rispetto alle zone facilmente meccanizzabili.

A rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono l’aumento dei costi delle materie prime, la diffusione di fitopatie e insetti invasivi, come la flavescenza dorata e la popillia japonica, oltre agli effetti della crescente variabilità climatica.

Tra le richieste avanzate figurano interventi specifici a sostegno della viticoltura della provincia di Torino, con misure dedicate alla tutela dei vitigni autoctoni, alla salvaguardia dei vigneti storici, al sostegno della viticoltura di montagna e alla semplificazione dell’accesso ai fondi previsti dal Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale (CSR).

Il confronto del 7 luglio rappresenterà un momento importante per delineare le possibili strategie a sostegno di uno dei comparti simbolo dell’agricoltura piemontese.

 

 

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