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Beppe Finello: il viaggio continua, tra musica e libertà

di Raffaella Campagna

Ci sono persone che, anche quando se ne vanno, restano in movimento. Non si fermano mai davvero.
Per chi ha conosciuto Beppe Finello, è difficile immaginarlo immobile: lui che della strada aveva fatto una filosofia, prima ancora che una professione.

Scomparso nel dicembre 2023, Beppe non è stato soltanto un giornalista stimato nel mondo del caravanning. È stato uno di quelli che sapevano guardare avanti, con curiosità autentica e uno stile tutto suo. Un chierese che, pur lavorando su scala nazionale, non ha mai perso quel tratto umano diretto, quasi familiare, che qui si riconosce subito.

Entrato nel team di Caravan e Camper nel 2003, ha cambiato il modo di raccontare i veicoli ricreazionali. Le sue “superprove” non erano semplici recensioni: erano esperienze, racconti tecnici ma vivi, capaci di restituire davvero cosa significasse mettersi alla guida e partire. Accelerazione, consumi, comportamento su strada: numeri, sì, ma sempre con un’anima dietro.

Nel 2009 era diventato direttore della rivista, lasciando un’impronta chiara, riconoscibile. Poi il passaggio a CamperOnLine, dove aveva scelto di lavorare più dietro le quinte, dedicandosi alla costruzione dei contenuti, alla regia, al montaggio. Sempre con quella cura quasi artigianale che lo contraddistingueva.

Ma ridurre Beppe Finello al suo curriculum sarebbe un errore.
Perché Beppe era anche musica—eclettica, come lui. Era amicizia, condivisione, entusiasmo. Era quella voglia continua di partire, che non si esauriva mai.

Lo racconta con parole che arrivano dritte al cuore chi gli è stato accanto: dalla tenda con gli amici alle prime caravan, fino ai camper più evoluti, il viaggio per lui non è mai stato una semplice vacanza. Era scoperta, incontro, vita. E chi gli stava vicino finiva inevitabilmente per farsi trascinare in questo movimento continuo, in questo modo di stare al mondo.

Il riconoscimento arrivato recentemente, grazie a Camper Professional Italia, è un omaggio doveroso. Ma, in fondo, chi lo conosceva sa che il vero premio è altrove: è nei ricordi condivisi, nei chilometri macinati insieme, nelle risate e nei racconti.

E allora viene naturale immaginarlo ancora così: alla guida di un camper, con la sua erre morbida, un sorriso accennato e la musica sempre accesa. Uno di quelli che non salutano davvero, ma ti dicono semplicemente: “Anduma, si parte ancora”.

Io lo ricordo così. E, a modo suo, continua il viaggio.

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