lunedì, 16 Maggio
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NEWS | SANITÀ. CHIERI CHIEDE UNIFORMITÀ DI TRATTAMENTI PER I MALATI ONCOLOGICI

Approvato dal Consiglio comunale un Ordine del giorno che chiede di colmare la disparità nell’assistenza e nella cura tra le diverse Regioni

Promuovere una progressiva uniformità per i trattamenti oncologici nelle varie Regioni italiane così come la rete di assistenza per i malati e le famiglie fragili degli stessi, per colmare la disparità nell’assistenza e nella cura dei pazienti tra le diverse Regioni italiane: sono le richieste rivolte a Governo, Parlamento e ministero della Salute contenute nell’Ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Chieri con 24 voti favorevoli, e presentato dalla consigliera di minoranza Rachele SACCO (Progetto per Chieri-Salviamo l’ospedale insieme).

«Ogni Regione si è dotata di propri regolamenti e protocolli per la gestione dei pazienti oncologici e per il sostegno ai malati e alle famiglie-spiega la consigliera Rachele SACCO-questa disparità di trattamento a seconda della realtà regionale rende più complesso gestire il trasferimento di un malato da una Regione all’altra, oltre che rappresentare un fattore fortemente discriminante. In molte Regioni sono stati adottati protocolli di assistenza alle famiglie fragili, sono supporti di tipo psicologico e pratico molto utili, ma che differiscono a seconda della Regione. Sarebbe opportuno che queste norme venissero uniformate in modo anche da eliminare il pendolarismo sanitario di persone costrette a spostarsi da una Regione all’altra a seconda della propria patologia».

«Quello della estrema disomogeneità dell’offerta sanitaria fra Regioni è problema reale, consistente e causa di migrazione interregionale, generalmente verso il Nord-commenta il consigliere comunale Claudio MARTANO (Pd)-Il Sistema Sanitario Nazionale cerca di superare questa situazione attraverso il sistema dei LEA (livelli essenziali di assistenza), ma non funziona adeguatamente nemmeno nel garantire quanto dovrebbe e soprattutto non sono comprese nei LEA molte pratiche di supporto fisico e psicologico, che, specie nella patologia oncologica, sono di grande aiuto. Per questo motivo pur evidenziando la difficoltà oggettiva di rendere omogenea l’assistenza su tutto il territorio nazionale in un sistema che è organizzato su base regionale, si è ritenuto di approvare l’Ordine del Giorno quale stimolo per spingere le Regioni a confrontarsi e ad adottare il più possibile in modo generalizzato le buone pratiche che da tale confronto vengono evidenziate».

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